Park City, Utah. 1890.
Finn non sapeva che cosa ci sarebbe stato oltre quella curva, o, meglio, chi.
Paige rappresentava il perfetto equilibrio tra fascino e ribellione, giustizia e scorrettezza, concentrazione e divertimento.
Non c’era via di scampo. Finn lo sapeva benissimo.
Aveva provato qualsiasi cura, ma lei si era incastrata nella sua testa. E, per di più, aveva iniziato a legare con i suoi amici e a farsi sempre più vicina.
Ma lei non lo voleva. Non lo aveva mai detto, ovviamente, ma per lui era chiaro. Lo detestava. Non riusciva nemmeno a sopportarne la presenza nella stessa stanza.
Cosa fare, in questi casi? Darsi per vinti o illudersi?
Decisamente la seconda possibilità.
Finn Lew si nutriva solo di sogni e illusioni, anche da sveglio.
Paige Lucky invece avrebbe dovuto permettersi di dormire un po’, di prendersi la libertà a cui tanto aspirava.
Ma, si sa, quando le cose iniziano in modo complicato non possono fare altro che diventare ancora più intricate.