Il corpo di lei: DIFFERENZE CHE CONTANO di Maria Teresa Russo su Studi Cattolici

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studi cattolicilogoMaria Teresa Russo, Differenze che contano. Corpo e maternità nelle filosofie femministe, Giuliano Ladolfi editore

Un piccolo libro, assai documentato e ben scritto su un tema che brucia ancora da quando la femminista statunitense Judith Butler diede alle stampe il saggio Corpi che contano. I limiti discorsivi del sesso nel quale, non soltanto la mascolinità e la femminilità, ma anche la differenza sessuale, erano considerati un prodotto della cultura, su cui agirebbe sempre, in modo più o meno occulto, il potere.

Anche all'interno dello stesso femminismo la posizione della Butler non fu unanimemente accolta, anzi da alcune filosofie femministe fu considerata estranea a un pensiero che aveva scelto la valorizzazione de! coipo femminile come oggetto delle proprie riflessive rivendicazioni. La maternità, infatti, emarginata dalla Gender Theory, era diventata il fulcro di una buona parte del movimento femminista. La Russo si domanda: ma davvero si può fare a meno della differenza?

 

La risposta, ben argomentata in un'ampia introduzione su filosofia femminista e femminismo in filosofia e quattro capitoli, è ben rappresentata nel titolo del suo studio che fa il verso al titolo del libro della Butler: ci sono differenze, non corpi che contano. Differenze che non possono essere aggirate, perché è in gioco l'umano. Nella premessa l'A. presenta una guida che consenta di distinguere urta molteplicità di concetti e di orientamenti che, trascorsi soltanto alcuni decenni, si agitano sotto la comune espressione «filosofia femminista», tenendo anche presente le profonde differenze tra il femminismo angloamericano e quello conti-nentale-europeo.

L'attenzione nei confronti della corporeità costituirebbe «il filo unico che tiene insieme le diverse posizioni del femminismo in forte polemica con il concetto di soggettività morale disincarnata tipica deirilluminismo». La trattazione è delimitata cronologicamente a partire dagli anni Settanta, lasciando sullo sfondo protagoniste del primo femminismo come la Simone de Beauvoir. Proprio sullo sfondo, perché la Russo non dimentica di sostituire la ben nota affermazione della Beauvoir: «Donne non si nasce ma si diventa» con un'altra: «Sono nata donna, ma devo ancora diventare quella donna che sono per natura».

Nel libro si da voce a quelle rappresentanti delle varie filosofie femministe che affrontano i seguenti nodi teoretici: 1) La bellezza femminile: luogo politico o spazio del desiderio? 2) Gender Theory: liberarsi della differenza; 3) Ricongiungere sesso e genere: il senso della differenza', 4) Oltre il mito di Alena: corpo materno e ospitalità del «differente».

È merito della Russo quello di riportare il discorso femminista da un livello di pratica politica a quello di filosofia generale e quindi sulla centralità che ha il corpo in ogni discorso antropologico. 11 problema delle differenze non rinvia a una lotta per il potere, ma a problemi squisitamente fondanti la nostra condizione umana, le ragioni del nostro essere nel mondo e del significato della nostra vita.

Luca Monterone

STUDI CATTOLICI