La cifra che accomuna i racconti dell'ultimo libro di Bianca Garavelli L'oscurità degli angeli è quella fantastica. Un fantastico declinato in una dimensione molto italiana (quella che va dagli Scapigliati a Landolfi a Buzzati) ma che sembra memore anche della lezione degli scrittori nordici (Hoffmann). C'è un'inquietudine palpabile, sostenuta da una forte suspense, nel primo e più lungo testo della raccolta, L'amico di Arianna.
Una ragazza apparentemente serena, una volta tornata nella campagna mantovana in cui ha trascorso l'infanzia e l'adolescenza, precipita nel baratro scavato da un trauma mai elaborato, un fatto tragico, la morte di entrambi i genitori, di cui a un certo punto sembra che sia stata lei stessa origine. A farne le spese è il fidanzato Alessandro, che la accompagna in questo ritorno alle origini, nelle lande nebbiose di una vacanza natalizia che avrà un esito orribile. Accanto ai personaggi umani c'è la presenza inquietante di un cane, Wolf, Che alla fine si rivelerà come uno dei principali attori del dramma.
Gli animali sono una presenza ricorrente anche in altri dei restanti racconti, tutti più brevi. In Qui tollis peccata mundi, una gatta, unica compagnia di un sacerdote, viene trovata trucidata in sagrestia: il prete riceverà poi la visita poco gradita di un ragazzo arrogante con gli occhi dello stesso colore della povera micetta. Una bambina vorrebbe impedire il volo delle rondini in autunno; non ci riuscirà male rimarrà un dove vendono prezioso (La bambina che amava i rondoni).
C'è anche un racconto, l'ultimo della silloge, che salda le due passioni Bianca Garavelli, la narrazione e lo studio di Dante (suo uno dei commenti alla Divina Commedia più diffusi nelle scuole). Prende il titolo da uno dei versi maggiormente discussi della Commedia, «E sua nazion sarà tra feltro feltro». Attraverso un'originale invenzione l'autrice ipotizza che il “veltro” dantesco (cui si riferisce il verso citato) non fosse né un papa né un imperatore e neppure un riformatore religioso, bensì il poema stesso di Dante scritto sulla carta, il nuovo supporto per la scrittura nat a Fabriano intorno al 1265, data di nascita del poeta.
Roberto Carnero
il Sole 24 Ore - Letteratura