Catarsi su "Il Terzo Lato Del Vinile"

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TerzoLatoVSiamo a casa di Vale e siamo in ritardo. Sono emozionata io ad immaginare la presentazione di Giulia. Leggo le sue poesie e lei si affaccia sul palco del suo show. Ha un abito rosso e continuando le sue parole, e ammirandola entrare, inizio a pensarla come una delle donne estremamente sensuali e misteriose con i vestiti succinti di Jack Vettriano. Poi si sporge dallo specchio e combatte con i suoi ricci ribelli. Sono come i miei. Allora mi avvicino e la aiuto, adesso è bellissima. Vederla parlare con il suo libro in mano, mi fa conoscere meglio quella giovane donna appena scoperta al mondo. Le sue gote sono rosse e dentro ha una passione viva che trasmette con una risata effervescente. Sicurezza sporca di dubbi. Intelligenza sopraffina. Continuo a leggere...e ancora...ma con calma. Non si mette fretta all’arte. È stato come tuffarsi in un oceano di sensazioni. Sensazioni che io vivevo, ma soprattutto avevo bisogno di vivere in quel momento. È questo il vero dono dell’ermetismo. Piegarsi alle volontà e necessità di qualsiasi lettore. Quando Ungaretti scrive “Mi illumino di immenso”, io empaticamente lo faccio.

 

 

Ma a modo mio. Interpreto quella sua luce. Immagino un’immensità che sa di un infinito matematico e diventa poesia con un raggio di sole appena sbocciato. Un altro giorno immagino di incontrare una persona cara che mi trasmette solo emozioni positive che sembrano durare un’eternità. La poesia è come la musica, ti trasporta e solo tu sai dove.

Pagina 17. “Se per caso
                    non dovesse bastare
                    ho risparmiato dei polmoni,
                    consegnabili a domicilio
                    l’unico prezzo è lasciarti amare. “
 
Io ho brividi nel sentire tutto questo. L’unico prezzo. Non ne conosco uno più caro ma vero. Chiudo il libro. Catarsi. Sorrido beffardamente. E’ riuscita a dare un unico titolo per tutte le poesie. È una purificazione continua. Passo dopo passo. Religione che si sfida con l’erotismo. “Da domani, solo da domani, avrò peccato”
 
Costellazioni di nei, Fecondità in rivolta, Solitudine che esalta. E il tempo, il nostro nemico Tiranno. “Ma il senso umano del tempo /paradossalmente manca/ ai nostri orologi/ e mentre segnano la stessa ora/ da buoni eretici li crediamo rotti” . Il relativismo del cosmo stesso. Io leggo e sembra muoversi tutto eppure sì, è vero, ci sono minuti che durano più di altri. Un noioso e recidivo orologio non può cogliere questa essenza. Lui non ha un sentimento che gioca con i tasti del freno e dell’acceleratore dimenticandosi della frizione. Lui non conosce questa poesia, e non sa sentire. Ringrazio Giulia, l’altra Giulia, l’altra studentessa di giurisprudenza con i boccoli. Per aver descritto le mie emozioni o meglio ancora, per averle fatte scoprire a me.. “Cambiare, migliorare, / forse meglio perseverare…”
 
Ed ora posso spogliarmi un po’ anche io… con del coraggio in più nel mio zaino e l’argomento più ermetico che c’è. L’amore. Nelle sue più miste sfaccettature, tutte diverse, tutte diverse per ognuno di noi..
Oggi, le mie, per la prima volta, sputate nella mia prima poesia… Eccomi, eccole, a Voi.
 
A te che svesti i panni dell’amore
E li macchi di sguardi di ardore
A te petto che avanzi e batti forte
Braccia di gatto che morde
 
Unione, Profumo, Vita.
Casa, Cielo, Dita.
Cuori nelle mie orecchie.
Corpo mio di macchie.
 
Gli usignoli si muovono e la terra canta
Fiato di Caronte mi incanta
Mi trascina dove il vento vuole
E il cuore pieno duole.
 
All’amor che non ode ragioni
All’amor che non sente stagioni
All’amor che sfiora l’umano
All’amor nascosto in una mano
 
All’amor che sorride in un bacio rubato
All’amor che non conosce sbagliato
All’amor di un fiore sbocciato
All’amor in un abbraccio dimorato
 
In una stanza colma di grida
Pareti bianche, di gioia timida
Comprendo nella mia incoscienza
La prima cosa bella. Sapienza.
 
Giulia Parretti