ADV PRESS su Lorenzo Strona

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strona170212-ridSpesso il Medio Evo nelle ricostruzioni cinematografiche e romanzesche raggiunge livelli di assurdità divertenti o irritanti, che si propongono il fine di suscitare un morboso interesse non per un'epoca originale, dotata di una Weltanschauung propria, ma per aspetti macabri e ossessivi che non conservano alcun aggancio con una legittima ricostruzione storica.

Nessuno nega il diritto alla fantasia nelle opere di invenzione, ma esiste una misura sorretta dalla cultura che ne costituisce il metro. Purtroppo, nonostante un secolo di studi, la mentalità comune non si è ancora liberata dai pregiudizi del passato e si dimostra incapace di considerare questo periodo come una delle più originali creazioni sociali e civili che, nonostante tutti i limiti, l'umanità abbia prodotto.

Il romanzo L'ontano nero di Lorenzo Strona si discosta da ogni fenomeno di attualizzazione arbitraria e, pur collocandosi nel genere romanzesco, ambisce a presentare la vicenda di Fra Oolcino mediante un sostegno documentario inoppugnabile. La ricostruzione della vicenda mira, quindi, a sfatare pregiudizi e leggende, che nella tradizione si sono impadroniti di questa figura, presentata ora come un ribelle romantico ora come un rivendicatore sociale. Egli va restituito alla sua epoca con i problemi, le rivendicazioni e la mentalità che contraddistingueva l'uomo occidentale a cavallo del Trecento. Estraneo, pertanto, ai voli immaginari dei "misteri dei Templari", il libro possiede il fascino di una vicenda vissuta e ci induce a concludere che spesso la realtà supera di gran lunga la fantasia.