Vincitore del premio nazionale di filosofia “Le Figure del Pensiero” come miglior romanzo filosofico
Il libro propone un’analisi dei comportamenti umani, individuandone il comune denominatore nell’“ego-convenienza”.
Trovatosi in una caverna buia, metafora della coscienza, John incontra un vecchio, simbolo della filosofia passata e dell'autore stesso. Il percorso fisico del protagonista, dunque, è anche e soprattutto un percorso introspettivo e si articola in tre parti: la prima (che rappresenta la tesi) è una sorta di rito iniziatico alla nuova visione filosofica, in cui il vecchio smonta le illusioni di John ponendo l'individualità e l'interesse personale al centro di ogni azione; la seconda (l’antitesi) è dedicata alle presunte confutazioni da parte di John, puntualmente smentite dal vecchio; la terza rappresenta il momento della sintesi, in cui si delinea una nuova figura, il “cavaliere del tornaconto”. John, ormai consapevole delle bugie della morale, dovrà tornare a immergersi nel mondo e farlo suo.
All'interno del racconto sono presenti citazioni dirette e indirette dei grandi filosofi del passato, i giganti sulle cui spalle posa questa “nana filosofia”, citando Bernardo di La vicenda è collocabile sì in un contesto contemporaneo, ma i temi trattati sono riferibili a qualunque epoca.
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