Un percorso di pittura e poesia, un viaggio non lineare, in uno spazio curvo, dove le rette parallele possono incontrarsi nel finito quanto nell’infinito. Questo tentano nella plaquette Antonio Melillo e Daniela Bianchi, due che si gettano nel viaggiare, come ci si getta dalla rupe della vita per porre i grandi interrogativi all’esistenza.
La pittura diviene verbo, immagine la poesia; tenendo presente il detto oraziano Ut pictura poësis, viene elaborato un testo di rara metaforicità, da leggere e da guardare, da ascoltare e da contemplare.
Con illustrazioni di Daniela Bianchi
Nata nel 1960 ad Aiseau, in Belgio, vive e lavora a Brescia.
Insegnante, appassionata d'arte, nel 2009 ha ripreso a dipingere, da autodidatta, in modo continuativo realizzando acquerelli di impronta fiabesca rivolti all'infanzia; da lì è nata Favolabella, filastrocca di cui ha curato le illustrazioni ed il testo.
In seguito ha sperimentato tecniche diverse elaborando forme espressive più libere, fortemente segniche, sovente legate a moderni poeti e ad arcaici miti.
Espone dal 2011.