Tre racconti mozzafiato (Tempesta solare, Bolle di sapone, Una nuova Divina Commedia) inchiodano il lettore dalla prima all’ultima riga e, pur ambientati in momenti storici diversi, trattano gli eterni quesiti che angosciano l’uomo di ogni tempo. Quale il suo rapporto con la realtà, con gli altri, con il mondo ultraterreno? L’autore affronta il tema dell’aspirazione all’immortalità e della perfezione, come pure quello del senso di una vita stroncata da un errore giudiziario per terminare in un equivoco che stava travolgendo l’esistenza di una donna.
La vita sembra esposta a una serie di vicende insignificanti che, in realtà, ne determinano vere e proprie “svolte” e si carica di angoscia di fronte a un destino che invano si crede di dominare e che, invece, ci espone a situazioni paradossali, perché la realtà supera ogni fantasia.
Che significa “sfericicà del tempo”? Forse la proprietà che improvvisamente ci trasforma in persone diverse da quelle che avevamo previsto?
Si può vivere senza amore? La domanda devasta i tre racconti in una doppia climax discendente:la prima riguarda l’aspetto temporale che dal sesto millennio dell’era cristiana passa attraverso il secolo XXI per giungere ai nostri giorni; la seconda investe le relazioni tra il singolo e la società.
Fosche si presentano le previsioni sul futuro dell’umanità, quando attraverso un processo di robotizzazione l’individuo raggiungerà l’intero universo, ma non sarà più capace di amare.