
Se per i versi della precedente raccolta "In riva al mare" Gianfranco Barcella aveva tratto ispirazione guardando il mare dalla riva, per questo nuovo libro di poesia "Quaderno di bordo" (Giuliano Ladolfi Editore, 2014) non ha esitato a farsi condurre da una nave immaginaria fra le onde, specchiarvi il proprio animo, quindi affidare alla parola poetica le bonacce e le burrasche marine, che ha visto riflesse nel proprio animo.
Mare come dimora, dunque; mare come amore; mare come percorso per approdare alla conoscenza; mare come orizzonte, meta che continuamente si sposta e si allontana, simile a un miraggio; mare come immensità, ma anche come solitudine, che può generare, assieme a cupe visioni di abbandono, immagini d'infinita bellezza.
Ritagli critici
di Franca Maria Ferraris

