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"Anima nuda" commento di Ilaria Minghetti

"Anima nuda" è la prima raccolta di poesie di Maria Grazia Coianiz, un'opera nata dall'esigenza della poetessa di fare ordine in se stessa e di condividere questo "equilibrio trovato".
La dedica è di per se stessa una confessione - guida: "A me stessa / perché rileggendo la mia vita / ho imparato / ad amarmi un poco".

"A me stessa" è l'affermazione di come I'opera sia un dono di se stessa a se stessa , "perché rileggendo la mia vita'' è il cammino di valutazione della propria esistenza, fulcro dei versi, " ho imparato / ad amarmi un poco" è il confessare come la poesia siaper Coianiz analisi e scoperta del proprio Io.

L'autrice ripercorre le realta importanti del proprio vissuto, spronata e guidata dalla necessità di capire i valori, gli errori, i dubbi e le positività dell'esistenza.
"Anima nuda" è il titolo, molto particolare quanto significativo, di questo cammino di vita.
Anima per i latini era "il soffio della vita'' , era l'essenza spirituale dell'Io, affiancata all' Animus che indicava "il principio pensante" dell'Io: "Anima nuda" raporesenta quindi una profonda spiritualità messa a nudo e privata di tutto cio che non è realmente significativo, rappresenta il labirinto più segreto nel quale perdersi o dal quale uscire con forza vitale.

La raccolta è suddivisa in sette sezioni, ciascuna quadro di un vissuto e della valutazione di questo: il dolore per la perdita del figlio, il rapporto con Dio, l'apertura verso l'awentura della vita, la valutazione dell'amore deluso e dell'amore costruttivo, la necessità del sogno, la gioia della nascita della nipote Aurora, la volontà di trovare la forza vitale dentro il proprio cuore.

Tutto è elaborato con l'ammissione di errori e di debolezze, con la vitalità di sperimentare e di scoprirg con una costante solitudine interiore sempreperò sostenuta da una profonda Fede.
Come la vita ha intrecci di opposti, così nella poesia di Coianiz trovano posto la frustata delle delusioni e il balsamo dell'amorg il dolore, la solitudine. la forza morale,la certez.za del sostegno della Fede: tutto si allontana, si ritrova, si unisce in un continuo divenire.

In questi versi, il ricordo è strumento per analizzare e valutare ciò che è significativo nella vita tanto da traflie insegnamento e in questo confronto tra se stessa e il proprio vissuto la poetessa trova certezza di vita nella vicinanza a Dio, una scelta ftrfio di un cammino di crescita spirituale al Quale non è estranea un'analisi anche di natura razionale.
Il ricordo per Coianiz è uno scavo interiore teso a conoscere il vero senso di cio che ha "formato" la sua vita, dalle persone ai sentimenti, dai dubbi alle certezze, dal dolore alla gioia.

Non è percorso semplice e l'autrice è riuscita in pieno nell'intento.
"Riflessioni dell'autrice" chiudono la raccolta: dopo il ricordo e la valutazione della propria vita ecco le riflessioni sulla propria esperienza esistenziale.

Viene citato un passo dal Vangelo di Luca: Gesù, ospite in casa di Marta, loda Maria che non aiuta la sorella nei lavori domestici, ma sceglie di ascoltare la Verità.

Nasce una riflessione nell'autrice: vorrebbe essere stata ed essere Maria, che ha scelto di ascoltare e imparare, ma si rissnssce maggiorrnente in Marta, distratta eoone la noaggior parte degli esseri umani da mille cose materiali.
Muove una dura critica a se stessa" condannando la propria fragilità umana e cercando assoluzione proprio in questa, raggiungendo un importante traguardo: la consapevolezza del valore dei tanti aspetti della propria vita.
Tutta la raccolta tende, con lucida analisi, a questa consapevolezza dalla quale nasce nell'autrice un equilibrio tra Animus ed Anima, tra interrogatM e risposte, tra sè stessa e la vita.
E' un atto di coraggio scavare dentro i lati più segreti della vita scontrarsi con il proprio Io, condannarsi ed amarsi, cercando il valore delle realtà significative e scoprendo l'essenza del positivo: è un atto di coraggio conoscersi e proporsi come un' "Anima nuda".


Commenti   

#16 Viviana 2018-03-25 17:51
Il libro di Maria Coianis insegna che accanto alla precarietà della vita nostra e delle persone che amiamo esiste la forza, direi la caparbietà di sopravvive re ai dolori che nessuno al mondo potrà mai spiegare con parole al mondo comprensibili. Chi porta nel cuore lo strazio della morte del figlio può solo comunicare al mondo che, a disagio, ascolta o legge le vicende e, attraverso l' acclararsi delle immagini, esprimere i sentimenti che i particolari evocati suscitano nell' anima. Sentimenti che non dovrebbero albergare nei cuori di tante madri ferite. Eppure " Anima nuda" di Maria Coianis è qui a dimostrarci che anche dal dolore più profondo la madre sa risalire il buio pozzo in cui è scivolato il suo cuore. La madre è in grado di sopravvivere, anzi di vivere ancora. Non ha senso la banalità dell' assunto che la vita deve andare avanti. La madre vive ancora perché non ha mai lasciato andare la sua creatura. Il figlio è in lei, vive con lei che non lascerà mai la mano di lui.
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#15 Viviana Alessia 2017-12-27 14:58
La citazione del passo del vangelo di Luca l' ho riletta un' infinità di volte. Anche io avrei voluto essere come la sorella saggia che ascolta e impara. Invece facevo, correvo, procuravo che a nessuno nulla mancasse. Forse fermarsi, ascoltare, riflettere, chiedere, rispondere è la chiave dello stare con gli altri, soprattutto con chi amiamo. Tutti hanno bisogno di ascolto e l' ascolto deve essere vivo e attento per produrre risultato. Mi tormento a lungo sui miei affanni passati, le mie corse per offrire quanto meglio trovavo per i miei cari rispettando la loro volontà. Forse ero troppo giovane e fiduciosa nella vita, nella buona volontà, nella capacità degli altri di capire, di sentirsi al sicuro dentro il mio donare con l' anima in mano. Fermarsi a lungo, ascoltare,e lasciare a sé il resto del mondo. Imparare, e solo dopo dare. Oggi è così semplice pensare al vero essere sé stessi. Ieri correvo nel vento. Con l' amore nel cuore, nei gesti, nelle parole, ma correvo. Non lo rifarei.
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#14 Viviana Alessia 2017-09-23 17:04
S'imbeve il cielo di grigio. S'imbeve il mio cuore della tua presenza silente.Tutto tace, come in attesa.Non aspetto nessuno.Sento quell' antico dolore espandersi da me al creato.Mi sorvolano sempre le ali bianche che rifuggivo terrificata. Fuggivo e trascinandoti con me non udivo il loro impercettibile battito. Ma erano sopra di me.Mi sovrastavano tutta quelle ali che rapiscono il tempo.Sovrastav ano ogni mia fuga,ogni mia supplica.Tu esitavi.Sostavi incerto.Eri stanco di lottare.Eppure io credo che tu non abbia alzato le mani per afferrare quelle bianche ali.Lo so.Lo sento. L'ho sentito da subito.Sei caduto lontano da me che ti chiedevo di non uscire ché il meriggio era stranamente caldo.Mi sorridesti,guar dando il cielo che brillava nei tuoi splendidi occhi verdi.Non hai mai udito il battito delle ali bianche e impalpabili.Sil enti,esse ti hanno raccolto sfinito.Quando ti hanno posato in paradiso, anche gli angeli piangevano.Le ali bianche mi sovrastano.Ma sei qui: le hai vinte.
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#13 Viviana 2017-09-18 09:26
" Eri di vetro soffiato...". Anche tu eri diventato a poco a poco come vetro soffiato. Eri lieve, aggrappato al filo invisibile che tutti trattiene quaggiù con tenacia. Eri leggero come bianche piume dei primi nidi che la brezza di primavera porta nell'aria intorno. Eppure stringevi la tua delicata mano al filo con tutte le forze, anche se il corpo era stremato. Eri di vetro soffiato e in una sera luminosa hai guardato per l'ultima volta il cielo azzurro del tardo meriggio. Hai guardato , ne sono certa, le stelle splendenti che illuminavano il cielo di cobalto, e quella grande luna piena che a giorno illuminava la serata ancor tiepida. Come il ninnolo di vetro appena soffiato dal suo creatore sei rimasto un istante sospeso, poi hai preso la via che le stelle ti indicavano col loro luccichìo. In una notte dell'estate morente, sei diventato anche tu come fiocchi di neve candida che cadono e scompaiono,sei diventato polvere di stelle in un'immensità che tutto accoglie da sempre.
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#12 Viviana Alessia 2017-09-15 11:26
Ho pulito a specchio la tua stanza di lavoro, la tua cameretta accogliente e intima. Le lenzuola profumano di fresco, con un lieve sentore di rose che si va a confondere con l'intenso profumo delle rose multicolori che ho appena comperato e disposto in un vaso di fresca acqua sul tuo bellissimo pianoforte. Ho appeso alla parete alcuni cuoricini tintinnanti che i piccoli delle nostre famiglie mi hanno portato per te. Ancora risuona il loro tinnito argentino mentre scrivo a due passi dalla tua stanza. Ho acceso nuove rose di cera galleggianti sulla vasca di cristallo che sempre riluce sulla scrivania della stanza che rimarrà per te fino alla fine del mondo. E' qui che tu abiti , é qui che risuonano le belle armonie che le tue dita sapevano trarre dal clavicembalo e dal pianoforte. La tua anima aleggia su tutto quello che amavi e ch'io coltivo con amore. La ascolto.Sì,mi porta con sè nell'infinito tacito che abiti.La mia anima straziata che ancora sanguina aperta e sospesa s'acquieta.
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#11 Viviana Alessia 2017-09-09 16:05
La Poesia é vera Poesia quando le sue parole non ti lasciano più.Nella mia mente si rincorrono i versi adamantini di Maria Grazia Coianis come sulle labbra delle donne si rincorrono i versi del Sacro Rosario.La mia mente ripete le parole che profumano sulle pagine di "Anima Nuda":forse é questo il modo di ritrovare le antiche preghiere che ho quasi dimenticato nei lunghi anni di sofferenza.Oh,s ì pregavo!Dio solo sa quanto pregavo.Pregavo continuamente con la mente, ovunque mi trovassi e qualsiasi cosa facessi. Mi sembrava che il Cielo mi ascoltasse e sostenesse vite in bilico.Per anni ho trovato la forza e il modo di correre al Tempio ed accendere ogni giorno una candela sull'altare della Madre Celeste chiedendo grazia e aiuto. E pregavo.Dopo,la preghiera si é via via affievolita sulle mie labbra riarse e la mia mente ha via via perso la loro memoria pur se trovai la forza di sussurrarle ancora sul freddo sepolcro.Maria mi sta indicando le antiche porte del Sacro Tempio perduto.
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#10 Viviana Alessia 2017-09-09 14:57
Ascoltare sé stessi per trovare la forza di andare avanti. Ascoltare sé stessi per ritrovare il senso della vita perduto dentro i gigli che profumano l'aria irreale intorno ad un piccolo sarcofago che porta con sé le vite fratturate di chi lo ama. Ascoltare sé stessi per cercare nell'anima lacerata quello che la vita vi ha impresso, nel bene come nel male. Ascoltare sé stessi per risentire il tocco delicato di una manina che si stringe alla tua, forse nella ricerca inconsapevole della vita che sfugge crudelmente dal cuoricino in cui palpitava.Ascol tare sè stessi per trovare nelle ferite dell'anima la forza di andare oltre la morte e capire che essa viaggia nel Creato accanto alla vita, secondo la volontà di Colui che ha acceso la luce della Creazione. Ascoltare sé stessi per capire che il Creatore ha disegnato tutto e ti ha riservato il filo della salvezza dopo la dannazione. Maria Coianis ci insegna che nessuno é perduto se accoglie nell' anima il mistero della Volontà Divina.
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#9 Viviana Alessia 2017-09-08 17:29
Nella quiete dopo la movimentata giornata, ascolto i rumori della stagione che avanza: i carri di campagna stridono sull' asfalto bagnato dall' ultimo piovasco che ha affrettato la profumata vendemmia. Ascolto lo scricchiolio delle prime foglie disseccate che fanno mulinello sulla strada,e il canto degli uccelli che salutano le ultime giornate assolate in cui essi hanno potuto rincorrere a lungo gli insetti. Sanno che le sere fredde son vicine e che le notti lunghe avanzano le loro ombre sino allo spegnersi di Lucifero che s'attarda al mattino. Amavi questi attimi nel tempo della tua vita.E'in questi attimi di trapasso da una stagione all' altra che la mia disperazione si fa più intensa. È in questi attimi sospesi tra due vite diverse fra loro che la nostalgia della tua presenza si fa dolente frattura nell'anima che pur sempre a te s' avvince. È adesso che riprendo tra le mani il percorso di un' altra madre che ha vinto la dimensione della morte: il prezioso libro di Maria Coianis.
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#8 Viviana Alessia 2017-09-04 15:02
Quante stoltezze insegue quest'umanità mai rinsavita. Guardo lontano nello spazio e nel tempo e altro non vedo che macerie. Ascolto lontano e vicino nel mio tempo e nei tempi che furono: pianto di strazio materno, pianto di figlio innocente. E risa sguaiate di chi crede di aver vinto. Ma gli é già accanto, con le sue nere ali,colei che aspetta lo stolto nel momento in cui egli riesce a vedere con lo sguardo vacuo la verità che squarcia le sue carni vermicolari. Quanta sciocca presunzione d'essere e di aver saputo essere! Ora il nulla è lì. E barcolla il passo dello stolto che si credeva immune dai dolori degli altri. Nella sua stolidità costui crede che gli esseri umani appartengano a due diverse divinità. Gli altri sono figli del dio minore.Lui é la creatura dell' infinito, del sacro. Invece cadeva, sempre ignaro, sulla sua spoglia, ignaro d'esser sempre nudo, preda delle ali invisibili e beffarde che pareggian le erbe. E' a Dio che lo stolto deve chieder perdono.
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#7 Viviana Alessia 2017-07-25 07:48
Nel dolore di una madre che perde il giovane figlio si rinnova il mio dolore, il mistero di un dolore antico e sempre nuovo. Cerco allora conforto al gelo nelle parole di Maria Coianis, nella dolorosa forza dei versi di Maria Coianis, nelle parole che i commentatori e presentatori della sua opera hanno saputo trarre dal loro sentire per illuminare il percorso spirituale che in "Anima nuda " Maria Coianis disegna e porgerlo al lettore che ha bisogno di risposte ai tanti perché, che ha smarrito il filo della sua vita, che si sente solo nell' universo con il dolore più vasto e misterioso dell' universo e che nessun astro dell'universo, per quanto preziosa gemma dell' Esistente,potrà mai lenire. Maria Coianis non delude chi sente il bisogno di ripercorrere quell'immenso, insopprimibile dolore, di scandagliarlo ancora, di aprire ancora a fondo le ferite dell' anima, di rianalizzarle per cercare il senso di tutto. Maria Coianis mi restituisce sempre la mia interezza. Mi riconduce a casa.
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