Serata organizzata dal Circolo culturale l’Alba, un incontro con l’autore che stavolta ha visto protagonista lo scrittore Giorgio Anelli, intervistato da Fausto Bossi nella sala polifunzionale della biblioteca cittadina di piazza Matteotti.
Tra passione e nostalgia, il giovane scrittore gallaratese ripercorre le tappe del libro ricordando l’importanza
della cultura, della scrittura, dello stare tra la gente e del sapere comunicare, o meglio tornare a comunicare, in controtendenza con le tecnologie odierne che rischiano di isolare i più giovani in un mondo “virtuale”, relegandoli all’angolo di quel mondo “reale” che quotidianamente ci vede protagonisti attivi.
Ad introdurre il volume, l’attenta e minuziosa analisi dei racconti presentata dal Presidente del Circolo l’Alba, Antonio Vaccaro.
Tre racconti sostanziati da un’identica idea artistica: l’angoscia che la vita possa cadere nel nulla con la conseguente dissoluzione del soggetto. L’io narrante, all’interno dell’equazione tra malattia e vita, visibile anche nello stile, cerca nella relazione con gli altri lo strumento per acquisire identità e lo trova nell’amicizia e nell’arte. Lo stesso colloquio con il lettore si iscrive in questo cammino che, attraverso molteplici esperienze umane e lavorative, giunge a condurre il protagonista a rintracciare la propria missione. La scrittura, pertanto, si presenta contemporaneamente come catarsi e come realizzazione di chi è riuscito, nonostante le difficoltà, a tradurre i propri sogni in realtà... sono le parole, riportate sulla quarta di copertina del libro, con le quali il critico Giulio Greco ha dipinto la nuova opera di Giorgio Anelli.
Una indubbia attenzione per il mondo dei diversamente abili, che fa onore a questo scrittore, laureatosi in
Scienze dell’Educazione con la tesi “Tra burattino e bambino, Pinocchio alla ricerca della libertà”.

