I porti del Mediterraneo dialogano a Livorno
La Comunità di Sant'Egidio organizza a Livorno una "due giorni" che fissa lo guardo sulle città portuali del Mediterraneo: di scena l'ex ministro Riccardi, oltre ad attivisti, intellettuali e leader politici e sindacali di Livorno, Barcellona, Smirne, Beirut, Atene, Tunisi, Tangeri e Lampedusa. Andrea Riccardi, ex ministro, fondatore della Comunità di Sant'Egidio LIVORNO. Le città mediterranee, con i loro porti, sono "ponti sulle fratture del mondo". La definizione è della Comunità di Sant'Egidio, che per venerdì 13 e sabato 14 mette in agenda una rassegna di incontri internazionali a Livorno per dire che le città portuali mediterranee, "per la loro storia e collocazione, per i flussi di persone e di beni che le animano, sono per certi versi i vasi di
comunicazione tra Oriente e Occidente e tra Nord e Sud del mondo". Appuntamento alla Goldonetta con "Medì", l'iniziativa giunta quest'anno alla seconda edizione: stavolta il titolo è “Le città hanno un'anima. Identità comuni e sfide future”.
Alle 17 di venerdì la cerimonia di apertura, con la relazione introduttiva di Andrea Riccardi, storico, ex ministro e fondatore della Comunità di Sant'Egidio. Seguirà un confronto sull'immigrazione al quale prenderanno parte, con testimonianze e proposte, il sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini, Inma Gala di Tangeri (Ufficio Migrazioni della diocesi di Tangeri) ed Emiliano Abramo (Catania).
Per l'indomani mattina alle 9.30 è attesa la relazione del sindaco di Livorno Filippo Nogarin: si occuperà di "come pensare i porti del Mediterraneo nel tempo della globalizzazione". Nel dibattito a più voci è annunciata la partecipazione Adolf Romagosa (direttore della società del porto crociere di
Barcellona) e di Ioannes Panagiotopoulos (Università di Atene). Alle 11 la tavola rotonda sulle città e la cultura mediterranea. Nel "porto" di Livorno arriveranno per questo confronto lo scrittore Mehmet Coral di Smirne, il sociologo Ahmad Beydoun di Beirut, la presidente dell'associazione
Liaisons Mediterraneée Ridha Tilli e l'attivista Shahinaz Abdel Salam di Alessandria. Le conclusioni di Medì, alle 12.30, sono affidate a Vittorio Ianari.
"Nell'età della globalizzazione e con la crisi degli Stati-Nazione - spiegano i promotori dell'iniziativa - le città, in particolare quelle del Mediterraneo, sono un soggetto importante e un attore decisivo del futuro di tutti. La sede del convegno, Livorno, valorizza il ruolo storicamente ricoperto dalla città e dal suo porto, nell'attrarre opportunità di scambi e relazioni tra uomini e nazioni".
Nel 2014 l'incontro ha raccolto dieci città del Mediterraneo e altrettanti relatori, espressioni della società civile, avviando una apprezzata riflessione che è stata puntualizzata, con gli atti, nel libro 'Le città vogliono vivere', edito da Giuliano Ladolfi Editore e in uscita proprio in occasione di "Medì". In questa seconda edizione - viene sottolineato - punto centrale del confronto sarà il rapporto tra gli insediamenti urbani e i loro porti, considerando anche la situazione attuale di alcune aree portuali del Mediterraneo, da quelle più strutturate a quelle da rivalutare. Le città, sottolinea la Comunità Sant'Egidio, saranno rappresentate a Medì "non solo e non tanto da specialisti, ma da uomini e donne che innanzitutto amano la propria città e che per motivi e a livelli diversi, hanno vissuto e operato per la convivenza e il pluralismo, caratteristica e proposta di sviluppo, originale della civiltà mediterranea".

