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UNA VITA, TANTE VITE su RaiNews Poesia

RaiNewsBlogDalla Prefazione di Giulio Greco

Limpido intrico

Apparentemente la raccolta di Francesca Piovesan si presenta lineare, cristallina, trasparente, ricca di suggestioni naturali e sentimentali al punto che ciascun lettore potrebbe identificare in questi versi particolari momenti della propria esistenza. E il titolo Una vita, tante vite ne costituirebbe la prova. E’, invece, importante che il lettore operi una vera e propria “seconda lettura”, concetto da intendersi non in senso materiale, ma sotto l’aspetto gnoseologico come ricerca di un “ulteriore” senso che superi la pura e semplice impressione colta al primo impatto. Se ci limitassimo allo stadio “apparente”, perderemmo l’essenza stessa di queste composizioni: Una vita, tante vite dichiara anche e soprattutto la contraddittorietà presente nell’io narrante, che rivela una duplicità di antitesi alla ricerca di un’agognata sintesi […].    Ma lo sguardo dubbioso non si limita alle contraddizioni presenti nella condizione umana, si apre sulla natura, contemporaneamente realtà inanimata e specchio dell’anima, “luogo” dove il fascino di uno spettacolo si unisce e discorda con l’ignoto che attrae e spaventa, affascina e allontana, invita e respinge […] proprio questa concordia discors rappresenta la chiave di volta dell’intera raccolta[…].

La poetessa procede con vigorose pennellate scandite dalla paratassi, dall’accostamento di percezioni interne ed esterne che trovano unità nel “divenire” del reale e nel divenire della scrittura stessa, attraverso una frammentazione che si configura come segno stilistico della tensione dell’animo, di quel cor inquietum di agostiniana memoria alla ricerca di un riposo sentimentale, di una quiete esistenziale e di una sintesi gnoseologica[…].

ESTRATTI

VAJONT. L’ONDA INFAME

D’un tratto
il buio
brivido di morte.
Occhi allucinati
sbarrati
nella notte
del mondo.
Vento furioso
senza tempesta.
Parole sospese
in grida di terrore.
Volti strappati
alla vita.
Il tutto, il nulla.

* * *

VIENNA

Dalla bruma autunnale
improvvisa appari
regale, austera,
visione d’incanto.
Le vie, i giardini, i palazzi
raccontano tempi lontani.
Quando a sera
di luci soffuse
ti vesti,
tu magica,
simile a dea,
abbagli.
Ricordi i valzer, gli amori,
di corte gli intrighi?
Ancor ne profuma l’aria.
Note echeggiano
di un solitario violino
nel buio infinito.

* * *

PRIMAVERA

Il profumo della primavera
tenevo fra le mani
mentre piangevo
sino a tramutarmi in acqua.
L’Universo era in me
ed io in Lui.
Con occhio chiaro di fanciullo
mi struggevo
al rinnovato incanto
della Natura.
E nel silenzio lungo
un fruscio di fronde
udivo leggero.
In bocca sentivo
il sapore dell’eterno
e l’animo mio estatico
si dissolveva
come goccia nel mare.

* * *

AMORE

Amore
motore di tutte le cose
nel cuore
ora posa
e più non stupisce.
L’incanto è svanito
svanito il dolore
ma l’animo sente
oltre il grigio torpore
fremere ancora
seppur di lontano
l’aria odorosa
del dolce ricordo.


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