Siamo su un mondo di fantasia, nelle isole conosciute con il nome di Fortunalia, dove i personaggi e il modo di vivere si rifanno moltissimo alla cultura giapponese e alle relative arti marziali. D’altronde l’autrice è un’appassionata del Giappone e pratica da molti anni le arti marziali.
Il titolo e l’idea del romanzo è nata dalla lettura di una citazione del filosofo Eugen Herrigel, famoso per il suo libro autobiografico "Lo Zen e il tiro con l'arco" che "ha avuto una grande fortuna in molti paesi". Nella citazione si legge “Con l'estremità superiore dell'arco l'arciere fora il cielo, all'estremità inferiore è appesa la terra, fissata con un filo di seta". Questa bella metafora, a parere, della autrice, rivela la profonda credenza che i Giapponesi hanno nella commistione di pratica e spiritualità; in particolare, questo detto dice che solo un cuore privo di "tremori" è in grado di scoccare la freccia perfetta, che abbandona chi la lancia senza farlo tremare, in modo che il filo non si spezzi e la terra (con l'arciere) non sprofondi nell'abisso.
La protagonista di questo romanzo è una ragazza di quindici anni di nome Coko. Lei è nata su di una montagna a quasi duemila metri di altezza, una montagna abitata e difesa dagli arcieri Scudoj. Quella montagna è l’unico luogo che il malvagio tiranno Bardos non è riuscito a conquistare.
Coko, crede che il nome di Bardos e il suo esercito di spettri, siano frutto di una antica leggenda, ma sua madre Aela un giorno le rivela che Bardos esiste realmente e governa con il terrore e il massacro di interi villaggi. In Coko nasce fortissimo il desiderio di scendere dalla montagna per uccidere il tiranno.
Sotto la guida del maestro Dhyana, diventa abilissima nel tiro con l’arco, poi, accompagnata per un tratto di strada dal padre che le regala un gufo, Coko intranprende un viaggio che la porterà a contatto con gli uomini lupo che le insegneranno il coraggio e il valore della spada, e altri incontri con esseri che la accolgono e le trasmettono le loro conoscenze e saggezza, Coko dopo altre numerose avventure, arriverà all’incontro fatale con Bardos a compimento della missione.
La quarta di copertina
Secondo le più antiche leggende di Fortunalia, il rumore di una freccia scoccata ha il potere di allontanare gli spiriti maligni. Fedeli al proprio signore Bardos, durante l'Epoca Magra gli spiriti sono diventati i dominatori delle notti di Fortunalia, annichilendo a ogni calar del sole chiunque incontrino sul loro cammino. Ma esistono ancora zone libere dove dimora la pace, come la montagna degli arcieri Scudoj su cui vive Coko. Sedicenne insicura, destinata a intraprendere il difficile percorso dell'addestramento con l'arco, sarà lei alla fine a discendere la montagna franca per avventurarsi nella terra desolata e affrontare il malvagio Bardos. Coko imparerà il coraggio della spada dagli uomini lupo, il valore della saggezza dalle danze dei pin-guinidi e dagli uomini volpe la consapevolezza della vita in un'epoca di morte. Il percorso per risollevare Fortunalia dall'abisso sarà innanzitutto un viaggio nella sua anima, per allontanare le paure dell'ignoto: il destino di questo mondo dipenderà dalla riuscita della sua guerra solitaria.
Pino Cottogni
Fantasy Magazine.it

