Nel lavoro sull'empatia che proprio il maestro Hussler aveva definito «una eccellente dissertazione scientifica», Stein introduceva. accanto alla percezione esterna (delle cose) e alla percezione interna (del proprio io), un terzo tipo di percezione (l'empatia appunto) che rimanda all'esistenza e all'accoglienza dell'altro o di altro.
Dobner scrive che a partire dalla conversione l'empatia per Stein «diventerà l'atto della relazione personale-esistenziale Io-Tu e investirà tutta la sfera dell'esperienza religiosa esprimendosi come agape, come dono».
Proprio questa dimensione del dono, dell'amore, si riscontrerebbe anche in Lévinas per il quale la dimensione teoretica è largamente subordinata a quella etica e teologica.
Stefano Cazzato
La Rocca, 15 Maggio 2013

