Alex cerca il padre e trova se stesso, proprio come citava la frase incisa su quel cartello di legno all’ingresso della fattoria: “Conosci te stesso e saprai la verità”. Al centro della storia la vendita illegale dell’avorio e il bracconaggio nelle foreste che finisce per finanziare attività terroristiche alimentanti a loro volta guerre e conflitti devastanti per le popolazioni locali.
Un’opera che si presenta anche come una denuncia sociale da parte dell’autrice verso quella barbarie
violenta e indiscriminata a cui sono vittime elefanti e rinoceronti. Si parla di pericolosi gruppi armati e di bracconieri che per uccidere gli animali utilizzano armi potenti come i Kalashnikov, e da cui le guardie dei parchi per poterli tutelare devono difendersi. Ma si citano soprattutto quelle persone che ogni giorno si prendono cura dei cuccioli rimasti orfani e li accompagnano fino all’età in cui possono cavarsela da soli nella natura in cui sono nati. Un libro che non solo porta alla luce lo sterminio indiscriminato di elefanti e rinoceronti, ma soprattutto vuole sensibilizzare l’opinione pubblica a non acquistare gioielli e monili in avorio al fine di non alimentare questo mercato di sangue.
L’Africa come affascinante set di una storia tra paesaggi sconfinati, danze, tradizioni, e animali che esprimono quell’inesauribile energia di una terra che mette l’uomo in connessione con l’universo. Una trama che s’interseca su più piani alternando bene e male, dove riscoprire istinti primordiali imparando a vivere l’istante e la semplicità delle piccole cose.
Giulia Cherchi

