DIARIETTO CATTOLICO su L'Altrove

George Bernard Shaw disse: “Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima”, non fosse per questo che l’uomo legge, osserva, scruta, si ciba dell’arte in qualsiasi forma per arrivare a sé.
Trovarsi davanti al Diarietto Cattolico del giovane Casali, significa rimettere in circolo domande sulla propria essenza, sulla società, su Dio.
Domanda essenziale che bisogna porsi prima della lettura: occorre essere indottrinati di religione per poter leggere questa opera? Certo che no, e, soprattutto, un argomento così poco inflazionato può dimostrarsi profondamente intelligente, pieno di carico emotivo e pieno di luci ed ombre.

Chiunque voglia leggere questo “piccolo diarietto” può soltanto addentrarsi in un bosco fitto di domande e trovare in fondo al tragitto le sue personali risposte.
É sicuramente un cammino intenso nella sua brevità. Ma non vogliamo svelarvelo del tutto. Definito “un piccolo miracolo”, è una fusione di poesia e religione, quest’ultima non sempre viene richiamata ma piuttosto viene fatta sentire come “presenza”, come se facesse parte di un continuo interloquire interiormente in preghiera. Attraverso questo componimento poetico particolarmente intimo e musicale, il Casali si accosta in particolar modo agli errori umani e al finto perbenismo che pervade la nostra società, al cammino di uomo con le sue cadute e le sue perdite.

Filosofia della vita dei Servi di Dio Licia e Settimio Manelli su Il Giornale

Padre Stefano M. Manelli è il fondatore dei Francescani dell’Immacolata, religiosi in costante aumento numerico però finiti nell’occhio nel ciclone vaticano per motivi che ancora sfuggono. Ma qui non si parla di questi, bensì dei genitori del fondatore, Settimio Manelli (1886-1978) e Licia Gualandris (1907-2004). Erano terziari francescani e discepoli di un altro francescano famoso, Padre Pio, il quale non impedì loro - anzi li incoraggiò - a generare ben ventuno figli. Cattolici conigli, insomma, secondo un’autorevole definizione. Che tuttora sono in attesa di beatificazione.

Rino Cammilleri

Filosofia della vita dei Servi di Dio Licia e Settimio Manelli su La Nuova Bussola Quotidiana

di Rino Cammilleri

Padre Serafino Tognetti, già superiore generale della Comunità dei Figli di Dio (fondata da don Divo Barsotti), nella presentazione al libro di cui parleremo scrive che, oggi come oggi, anche persone buone e motivate, che frequentano i sacramenti e si sforzano di essere buoni cristiani, si «turbano e si scandalizzano» quando sentono di famiglie che progettano numerosi figli.

«Di solito all’annuncio dell’arrivo del primogenito nonni e zii festeggiano, all’arrivo del secondo anche, ma con meno entusiasmo; all’annuncio del terzo cominciano a preoccuparsi, a quello del quarto rimproverano, se arriva il quinto si disperano, se annunciano il sesto gli sposi sono considerati degli irresponsabili, dei pazzi, privi di ragione e di cuore.

Nel caso di Settimio e Licia, oggi, all’annuncio del ventunesimo figlio avrebbero chiamato la neuro e sarebbero stati portati via con la camicia di forza». E chi sono Settimio e Licia? E’ più noto uno dei loro figli, l’ultraottantenne Stefano Maria Manelli, fondatore dei Francescani dell’Immacolata. A questi due genitori, di cui è in corso il processo di beatificazione, ha dedicato un libro Giuseppe Brienza: Filosofia della vita dei Servi di Dio Licia e Settimio Manelli (Giuliano Ladolfi Editore, pp. 70, €. 10).

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