Aforismi da pausa caffé su Avvenire

avvenire 17 gen 2018 recensione aforismi

Eratoterapia recensione di Paola Lucarini

“Nella Raccolta “Eratoterapia”, Giuliano Ladolfi Editore, la trasparenza della gioia e della convinzione di vivere manda bagliori come se perfino l’Arno torbido ed inquieto come noi d’improvviso diventasse limpido torrente.

Un manto di luce rossa

sulle acque dell’Arno

fino all’orizzonte.

Grigia la fuga dei ponti.

Sullo sfondo un aereo

in discesa, trafitto

da schegge di fuoco.

Aleppo è vicina.

E il rosso del sangue.”

Eratoterapia su Literary (a cura di Paola Grisi)

“Erato è la musa della poesia amorosa: ergo, il titolo scelto da Roberto Mosi evoca la potenziale capacità terapeutica della scrittura in versi. Niente di nuovo, ma ovviamente occorre spostare l’attenzione sull’elemento presupposto: a causa di quali patologie dobbiamo ricorrere alle cure della poesia?

La risposta non è esplicita. L’autore non dichiara mai quale fattore esterno determini il muoversi della penna. Dobbiamo quindi cercare nei versi stessi la ragione della loro scrittura. La prima malattia che traspare è l’assenza di riferimenti, di luoghi in cui trovare dimora, in cui trovarsi “a casa”. Così, almeno, leggiamo i diversi testi dedicati a luoghi fisici, in prevalenza ubicati nella città di Firenze - dove l’autore vive, che configurano una mappatura trasparente ma solidissima in cui non soltanto Mosi, ma anche, con lui, il lettore finisce per ritrovarsi, scongiurando il disorientamento provocato dai tanti non-luoghi, come li definisce Mosi, declinando un termine tanto caro a Michel Foucault.

 

Pietra e farfalla su Blog Letteratura e Cultura

A cura di Lorenzo Spurio

[H]o faticato un po’ a leggere il suo libro; […] questa non è minimamente una recensione, non ha nessuna velleità di mostrarsi come tale. Si evince dalle Sue liriche una netta predilezione per forme e immagini della classicità e ciò non potrebbe essere diversamente data la sua natura, la sua inclinazione e i suoi interessi che la vedono docente proprio in quella branca del sapere.

Al di là della pregevole fattura del libro che testimonia come sempre la sopraffina cura editoriale di un editore quale Ladolfi, ho letto il suo libro in numerose riprese, ritornando spesso indietro, rileggendo anche due o più volte alcune liriche perché forse un’unica e sommaria lettura non poteva dirsi sufficiente nel permettere al lettore di avere gli arnesi interpretativi. Si tratta chiaramente di un’impresa che sempre si concretizza quando ci si pone dinanzi a un libro di poesia: da un lato si cerca di capire che cosa il poeta realmente intendesse, dall’altra si conclude spesso che la poesia è meramente una comunicazione pluri-evocativa, vale a dire che può – anzi deve – realizzarsi su più piani e dunque provvedere a varie chiavi esegetiche. Comprendere ciò che uno è in grado e vederci ciò quell’uno pensa di intravedervi.