I colori della poesia su QuiBrianzaNews

MONZA – “Quando disegno, dipingo, incollo i cocci di vetro e scrivo sono un uomo felice”. È disarmante Luca Melzi, nella sua semplicità e al tempo stesso nell’energia che trasmette quando proferisce queste parole. Una felicità che si legge nei suoi occhi e che poi arriva dritta al cuore quando  leggiamo le prime liriche  di questa sua prima raccolta intitolata “I colori della poesia”  e pubblicata da Giuliano Ladolfi Editore che ci consegna orgoglioso a pochi giorni dalla presentazione ufficiale.

Luca Melzi è un personaggio noto e amato in città: classe 1960, impiegato nella vita ma con l’arte che scorre nelle vene tanto  che, conclusa la giornata dietro la scrivania, quell’arte esplode in ogni sua azione e parola. Una produzione intensa, con opere protagoniste di personali e collettive non solo in Italia, ma anche nel mondo esportando quei suoi fiorellini, la via Crucis interamente dipinta su vecchie radiografie, e poi i suoi cocci di vetro che si trasformano in opere d’arte anche a Cannes, Londra e New York.

Meditazioni da pausa caffè su Vita Pastorale

TrugliaAfo

Eratoterapia al Palazzo del Pegaso, Firenze

Il 23 novembre 2017 è stata presentata “Eratoterapia” di Roberto Mosi (Collana Perle di Poesia, Giuliano Ladolfi Editore, agosto 2017).

Eugenio Giani, Presidente dell’Assemblea Regionale, e l’autore; Silvia Ranzi, Gianna Pinotti, Mariella Bettarini, Sonia Salsi, Angiolo Pergolini, Franco Margari, Enrico Guerrini, Giulia Capone Braga, Renato Simoni.

Blok su Testo A Fronte nr. 56

Aleksandr Blok, La Violetta notturna e altre poesie, prefazione e traduzione di Nilo Pucci, Giuliano Ladolfi Editore, Borgomanero (Novara), 2016, euro 10.

Un piccolo libro intorno a un poeta russo grande e assai amato: Aleksandr Blok (1880-1921), una delle voci più dolenti del suo tempo, esacerbata in modo irreparabile dagli esiti della Rivoluzione d'Ottobre.

Se ogni antologia poetica parla innanzitutto delle predilezioni di chi la allestisce, il ritratto tutto privato che del poeta prescelto essa delinea si riverbera nello spazio culturale comune, aggiungendo sempre nuovi tasselli alla sua percezione.

La silloge blokiana che Nilo Pucci presenta per Ladolfi editore si appunta su quel tormentato crinale in cui, intorno al 1906, quasi senza volere, il poeta si congeda dal suo passato simbolista per perdersi in uno spazio tutto suo, segnato da abuliche afflizioni. Della sua eredità poetica, tramata di parvenze enigmatiche e apocalittici segnali, vengono trascelti - lungo un arco che abbraccia i primi quindici anni del secolo scorso - alcuni dei passaggi più trasognati, lì dove l'agguato dell'inquietudine si stempera in sommesse certezze, o dilaga in irresolute esaltazioni.