Pietra e farfalla su Blog Letteratura e Cultura

A cura di Lorenzo Spurio

[H]o faticato un po’ a leggere il suo libro; […] questa non è minimamente una recensione, non ha nessuna velleità di mostrarsi come tale. Si evince dalle Sue liriche una netta predilezione per forme e immagini della classicità e ciò non potrebbe essere diversamente data la sua natura, la sua inclinazione e i suoi interessi che la vedono docente proprio in quella branca del sapere.

Al di là della pregevole fattura del libro che testimonia come sempre la sopraffina cura editoriale di un editore quale Ladolfi, ho letto il suo libro in numerose riprese, ritornando spesso indietro, rileggendo anche due o più volte alcune liriche perché forse un’unica e sommaria lettura non poteva dirsi sufficiente nel permettere al lettore di avere gli arnesi interpretativi. Si tratta chiaramente di un’impresa che sempre si concretizza quando ci si pone dinanzi a un libro di poesia: da un lato si cerca di capire che cosa il poeta realmente intendesse, dall’altra si conclude spesso che la poesia è meramente una comunicazione pluri-evocativa, vale a dire che può – anzi deve – realizzarsi su più piani e dunque provvedere a varie chiavi esegetiche. Comprendere ciò che uno è in grado e vederci ciò quell’uno pensa di intravedervi.

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