Il «richiamo [di Pasolini] alla “forza del Passato” non è nostalgico, ma prospettico. […] La nostalgia, in effetti, non può essere intesa come un sentimento meramente reattivo. Se essa, come notava Heidegger, coincide con il dolore scaturente dalla vicinanza di ciò che ormai è lontano, si può, allora, plausibilmente sostenere che esiste anche una nostalgia prospettica: che, cioè, non si limita a rimpiangere con struggimento e inerzia ciò che non è più, ma che, al contrario, si adopera attivamente per far sì che il passato e le sue potenzialità tornino a essere in forme rinnovate […]». (Diego Fusaro)
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