0 Products - EUR 0,00
Go to cart

In una delle prime conversazioni con Lucia Ravera, l’autrice di Corpo mio, raccontai un episodio accaduto al centro antiviolenza dove lavoravo. Un giovane transessuale si era rivolto allo sportello. L’operatrice di turno l’aveva accolto e ascoltato a lungo, ma si era ritrovata a indirizzarlo ad altri servizi dopo avergli chiesto il documento di identità, dato che il genere maschile risultante all’anagrafe non consentiva da regolamento di prenderlo in carico. Nati dal movimento per le donne i centri antiviolenza sono rivolti ad utenza esclusivamente femminile. Non ci fu molto da commentare, io e Lucia ci riconoscemmo reciprocamente nello stesso smarrimento, e nel pensiero delle incongruenze e dei paradossi di una cultura democratica ammalata di stupidità e burocrazia.


SoloLibriLogoTradurre è cucinare...Tradurre è una corrente...Tradurre è uscire dal contorno...Tradurre è lasciar dire...Tradurre, infatti, è capire...Tradurre è fare rima...Tradurre è un atto critico...Tradurre è un atto mitico...Tradurre è un’alchimia...Tradurre è un’armonia...La traduzione è danza...La traduzione è sogno...La traduzione è un bacio...

Sono alcune definizione che Nicola Gardini (poeta, narratore, critico, pittore, professore di letteratura comparata a Oxford e, appunto, traduttore) dà di quest’arte trascurata, mal pagata, contestata, che è la traduzione. Arte di per sé umilissima, perché mette il sordina la voce personale di chi la esercita dando invece voce a un altro da sé


La poesia è una goccia nel deserto che non vuole morire

Pare venire un'indicazione capovolta dalla raccolta di Giulio Marchetti: è il "deserto" a non dover morire per garantire vita  alla poesia: l'enigma che plasma Ghiaccio Nero. La configurazione di uno spazio reale ove quello interiore si corrobora di immagini e ricordi, ipotesi e sussurri, cifra di un elemento non collaterale, ma agganciato saldamente alla vita nel ritmo disadorno, asciutto, privo di enfasi, non per questo parco di significati, teso nel respiro di liriche brevi e intense.

Se allora la terra è l'ultimo rifugio/del volo quest'ultimo si connota come iperbole della natura umana declinata nelle cadute e nell'affievolirsi di luce: all'orizzonte si intravede la possibilità che tutte include e che si fa domanda ( può una danza/inscenare la vita?) così bene articolata da far sovvenire il monito dei classici greci. Infine il cromatismo sotteso all'intera raccolta si dispiega in un blu senza limiti piuttosto che nel rosso a vene aperte o in un autunno di parola dolce e silenziosa per scivolare nella dimensione di un non colore, il nero che plasma le ombre (Eppure siamo ombre/che sanno di avere/una forma umana) serrandole nell'immobilità di un ghiaccio sotto cui pulsano rivoli del cuore che riesce a battere ancora.

Cristina Raddavero


LogoTgNewsSi intitola Pane e Zucchero (Giuliano Ladolfi editore, 2016), l’ultima raccolta di poesie di Menotti Lerro, giovanissimo e poco più che trentenne ma con un percorso ricco di riconoscimenti letterari tale da attirare anche l’attenzione di uno fra i più noti critici lettarari della cultura italiana, quali Giorgio Bàrberi Squarotti. Nato a Omignano, in provincia di Salerno, questo autore si è distinto per l’impressionante numero di lavori dati alle stampe e per l’altissima qualità degli stessi, giustamente ritenuto uno dei poeti emergenti più convincenti della contemporaneità.

Attualmente insegna Cultura e Civiltà Inglese presso un istituto universitario di Milano, oltre che in istituti superiori.

Si è laureato con una tesi sulla poesia di Thomas Stearns Eliot ed Eugenio Montale, presso l’Università degli Studi di Salerno nel 2004, per poi conseguire un Master of Arts in Inghilterra e un dottorato di ricerca sulla poesia inglese e spagnola contemporanea. È stato Visiting Scholar presso le Università di Reading (dove ha insegnato in corsi post-lauream) e Warwick, dopo che aveva precedentemente studiato ad Oxford. È giornalista pubblicista ed ha lavorato nella redazione italiana e straniera della casa editrice Mondadori.

 


LogoUnicodi Ilaria Longo

Il giovane poeta di Omignano, Menotti Lerro, torna in libreria con la raccolta poetica ‘Pane e zucchero’ (Landolfi Editore, 2016). Nel titolo è già possibile scorgere quali saranno le tematiche affrontate nelle poesie: quelle legate all’infanzia, ai giorni in cui due elementi semplici come il pane e lo zucchero potevano rappresentare tanto per un bambino impegnato a divertirsi e a vivere con spensieratezza l’infanzia, quella stessa che per Menotti è stata un “sogno irripetibile”. Perché “i sogni, belli o brutti, andrebbero fatti una sola volta”, spiega il poeta. “Ripetere lo stesso sogno può essere noioso e potrebbe avere poco senso. La mia infanzia è stata sognante perché meravigliosa (e posso dire che lo è stata per la maggiore parte), e dolorosa al contempo come credo capiti un po’ a tutti. Ero un bambino intelligente e gioioso di vivere, entusiasta di infinite cose. Questo ha fatto di me un fanciullo, e oggi un uomo, felice anche se qualche problemino familiare a volte mi rendeva, e non mi rende più, triste.  Ci tengo però a sottolineare che chi crede, leggendo le mie poesie, che la mia infanzia sia stata poco serena o malinconica sbaglia ad interpretare il mio messaggio perché è stata amorevole e avvincente grazie ad una madre eccezionale, a sorelline e amichetti con cui giocare e a un padre straordinario che ci amava e ci ha dato tutto l’amore e la saggezza che un figlio possa sperare di ricevere in dono”. Così Menotti chiarisce il senso delle sue poesie e, al dì là dei ricordi legati a questo periodo della sua vita, utilizza i suoi versi anche per raccontare la memoria, tematica tanto cara a tutto il mondo della letteratura e  non solo. Memoria strettamente intrecciata ai ricordi che riemergono dal profondo di ognuno, quelli che – secondo Menotti Lerro – sono semplicemente ricordi, “immagini di noi nel mondo, interiore ed esteriore, in un tempo passato. Alcune immagini  sono piacevoli e confortanti, altre meno; spesso sono  distorte dall’instabilità della memoria che non è bianca o nera, ma ha mille sfumature. A volte si tratta di memorie nostalgiche, altre di liberazione o, per così dire, ‘neutre’. In noi permangono memorie di vario genere e ogni ricordo ha una sua vita indipendente”.


ACQUISTI

Per acquistare i nostri libri

inviaci una richiesta a

ladolfi.editore@gmail.com

 

If you want to purchase

our books

please send a request to

ladolfi.editore@gmail.com

 

GIULIANO LADOLFI EDITORE s.r.l.

Corso Roma 168

28021 Borgomanero (NO)

Tel. +39 0322 835681

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Per offrire il miglior servizio possibile questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione si autorizza l’uso. To offer the best possible service this site uses cookies. By continuing to browse, you authorize use.