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"Quaderno di bordo" - nuova recensione
Gianfranco Barcella, savonese di nascita, offre ai lettori la seconda raccolta poetica dal titolo emblematico: “Quaderno di bordo”. Questo diario esistenziale in versi è il capitolo che continua la narrazione poetica del “Nostro”. Il primo si intitolava “In riva al mare” e l’autore confessava come per lui fosse impossibile affrontare il viaggio verso l’infinito, simboleggiato dal mare. In “Quaderno di bordo” confida il suo tentativo di prendere comunque il mare, una prova maldestra perché inadeguata ad affrontare la grandezza del mistero, ammaliante, ma travolgente (Navigo per marine tenebrose senza fari nè stelle della notte / in travagli di venti e marosi senza canto di rispondenza immorale, enfasi d ’autore ignoto.



Ogni volta che leggo qualcosa di Alessandra (Sandra) Palombo mi torna alla mente uno dei fringuelli di Darwin, quegli uccelli sulle cui differenze morfologiche si dice che lo studioso abbia fondato le sue teorie evolutive. In effetti la poesia di Sandra è una forma di speciazione, fondata in parte su quella che io ho sempre definito la sua insularità (esattamente come i fringuelli darwiniani), ovvero su una forma di isolamento che in questi tempi moderni, così ricchi di mezzi di comunicazione, non può che essere psicologico o esistenziale; e in parte fondata su un particolare attaccamento ad una tradizione che non è solo poetica, ma anche antropologica, includendo in questo aggettivo anche l'uso della lingua (in effetti le sue escursioni o allontanamenti maggiori dalle forme per così dire correnti sono avvenuti con haiku o Tautogrammi d'amore e d'amarore, uno dei suoi libri, del 2005).