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"Corpo mio" su Mangialibri
“Si muore tante volte in vita”. Già, tante. Ma quante si è in grado di sopportare? E i lutti – ce ne sono di così diversi e tutti così dannatamente dolorosi –come si superano per poter poi continuare a vivere? O sopravvivere? “Sei stato il mio fine, il primo e l’ultimo”. Lei, Laura, si è sempre pensata così, in relazione a lui, Alberto. “Devo andarmene” ha detto lui, e lei ha creduto che il mondo stesse crollando. Invece no. Invece è stato solo l’inizio, come capita spesso. In una cascata di eventi che si trascinano dietro una valanga che cresce: la morte, certe verità, che fanno più male di tutto. “E vennero i giorni della disperazione. […] Un deserto spazzato di nulla. In mezzo io”. Poi la rabbia, un tentativo di vendetta, quindi l’autodistruzione e poi la rassegnazione. “Finalmente detti tregua alla mia anima. E nella tregua dell’assenza riposai il mio corpo. Corpo nulla”. Ma niente è fermo, purtroppo o per fortuna. “Strano imprevisto la vita”, come quello che avvicina due sconosciuti, “due sventurati” potenziali nemici, che trovano la forza di andare avanti, poi la serenità, quindi una specie di felicità, “con la fiducia storta di uscire vivi dalla tua morte”...


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